In Italia, sempre più coppie scelgono di vivere insieme senza sposarsi.
È una realtà sociale consolidata, ma il diritto non sempre corre alla stessa velocità della vita.
Per questo è fondamentale capire quali tutele esistono e quali invece mancano, così da compiere scelte consapevoli.
La normativa di riferimento è la Legge 76/2016 (Legge Cirinnà), che ha introdotto:
- le unioni civili per le coppie dello stesso sesso;
- le convivenze di fatto per coppie eterosessuali e omosessuali non sposate.
Questo articolo si concentra proprio su queste ultime: i partner non sposati.
1. Convivenza di fatto: quando esiste giuridicamente
La convivenza di fatto è riconosciuta quando due persone:
- maggiorenni,
- unite da legami affettivi stabili,
- non vincolate da matrimonio o unione civile,
- coabitano e hanno una “comune residenza”.
La convivenza può essere:
- di fatto non registrata (riconosciuta solo in alcuni ambiti);
- registrata all’anagrafe (con diritti più ampi e certi).
2. Diritti riconosciuti ai partner non sposati
La legge attribuisce ai conviventi una serie di diritti specifici, ma non equiparabili al matrimonio.
A. Diritti personali e sanitari
Il convivente ha diritto a:
- visite in ospedale,
- informazioni sanitarie,
- designazione come rappresentante in caso di incapacità (con atto scritto).
Questi diritti valgono solo se la convivenza è registrata o se esiste una designazione formale.
B. Diritti patrimoniali
I conviventi possono:
- stipulare un contratto di convivenza,
- regolare spese, contribuzione, uso della casa, gestione del patrimonio,
- scegliere un regime di comunione dei beni limitata (non identica a quella matrimoniale).
Senza contratto, ciascuno resta proprietario di ciò che acquista.
C. Casa familiare
Se la casa è intestata a uno solo:
- il convivente non proprietario non ha diritti reali automatici;
- in caso di morte del proprietario, non eredita la casa;
- in caso di separazione, non ha diritto di restare nell’immobile, salvo presenza di figli minori.
Se ci sono figli, il giudice può assegnare la casa al genitore collocatario, anche se non proprietario.
D. Diritti successori
Questo è il punto più delicato.
I conviventi non hanno alcun diritto ereditario reciproco.
Nessuno.
L’unico modo per tutelarsi è:
- testamento,
- donazione,
- polizze vita,
- intestazioni congiunte.
Senza strumenti giuridici, il partner superstite non riceve nulla.
E. Diritti in caso di morte del partner
La legge riconosce:
- diritto di subentro nel contratto di locazione;
- diritto di continuare a vivere nella casa di proprietà del partner defunto per due anni (o per un periodo maggiore se ci sono figli minori, fino a un massimo di cinque anni).
Ma non esiste alcun diritto ereditario.
F. Diritti in caso di cessazione della convivenza
Il convivente può chiedere:
- alimenti (non mantenimento) solo se versa in stato di bisogno;
- rimborso delle spese sostenute per la vita comune, se provate;
- tutela dei figli con le stesse regole del matrimonio.
3. Il contratto di convivenza: lo strumento più efficace
È un accordo scritto, redatto da avvocato o notaio, che può regolare:
- residenza e vita comune,
- contribuzione alle spese,
- uso della casa,
- gestione dei beni,
- assistenza reciproca,
- scioglimento della convivenza.
È registrato all’anagrafe e produce effetti verso terzi.
Per le coppie non sposate è lo strumento più importante per tutelarsi.
4. I figli di coppie non sposate
La legge tutela i figli allo stesso modo, indipendentemente dal matrimonio dei genitori.
Hanno diritto a:
- mantenimento,
- educazione,
- cura,
- eredità da entrambi i genitori.
In caso di separazione dei conviventi, valgono le stesse regole del matrimonio:
- affidamento condiviso,
- collocamento,
- casa familiare,
- contributo economico.
5. Cosa NON è riconosciuto ai partner non sposati
È importante essere chiari: la convivenza non è matrimonio.
I conviventi non hanno:
- diritti successori reciproci;
- reversibilità della pensione;
- comunione legale dei beni;
- obbligo di fedeltà;
- assegno divorzile;
- tutela automatica sulla casa;
- diritti fiscali equiparati ai coniugi.
Molti diritti possono essere “costruiti” con strumenti giuridici, ma non sono automatici.
Conclusione: una tutela possibile, ma da costruire
In Italia i partner non sposati hanno diritti riconosciuti, ma non pieni.
La legge offre strumenti utili, ma richiede consapevolezza e pianificazione.
Per questo è fondamentale:
- registrare la convivenza,
- valutare un contratto di convivenza,
- predisporre un testamento,
- tutelare la casa,
- proteggere il partner in caso di malattia o morte.
Sono scelte che non tolgono libertà, ma la garantiscono.
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